Il Gareggiare dei Convivi

Dagli inizi degli anni ’70, i Rioni cominciarono a dotarsi di una Taverna, ricavata da un locale dei numerosi palazzi seicenteschi della Città, in cui poter consumare cibi semplici nell’atmosfera rinascimentale.
L’evoluzione di questo fenomeno fu rapida e costante, e già nel 1976 si istituì la prima “Gara Gastronomica” tra i Rioni, i cui cibi proposti erano diventati più complessi e più attinenti al periodo storico.

Nel corso degli anni, le Commissioni Artistiche rionali si sono addentrate sempre di più nella conoscenza di quello che era ilbanchetto barocco” studiando sui testi dell’epoca non soltanto i segreti della preparazione dei cibi, ma anche l’addobbo, la presentazione dei piatti ed il contorno di musici ed attori che allietavano il Principe ed i suoi ospiti.
Balli, musiche, rappresentazioni teatrali e spettacoli di magia accompagnano la Giuria durante la degustazione dei piatti, e concorrono al punteggio finale.

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L’attuale Gareggiare dei Convivi, ovvero la nobilitazione del cibo in un fastoso apparato tardo-rinascimentale e barocco quale è quello del banchetto, è l’erede di quella che fino a qualche anno fa poteva considerarsi una semplice gara gastronomica.
Il Gareggiare si divide in due manche: a Giugno vengono visitati 5 Rioni ed altrettanti a Settembre, in modo da avere due Rioni finalisti che si contenderanno la vittoria nel periodo del Carnevale successivo.

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Il Rione Croce Bianca vanta all’attivo anche la recente vittoria della finale del 10 Febbraio 2013, nel giorno dell’anniversario del 400ennale dallo Stimolo Generoso di Virtute, a coronamento della splendida doppietta al Campo de li Giochi conseguita da Messer Daniele Scarponi nelle due edizioni di Giostra del 2012.


 

INCANTO E SFARZO AL GAREGGIARE DEI CONVIVI

Il Gareggiare dei Convivi si è ormai confermato come uno degli appuntamenti più attesi del calendario quintanaro di Foligno.
Tra gli eventi collaterali alla Giostra, la messa in scena del banchetto barocco è forse quello che maggiormente impegna gli sforzi fisici e intellettuali dei rionali.
E il rione Croce Bianca ne sa qualcosa: negli ultimi anni, abbiamo raggiunto un certo livello di conoscenze storiche e pratiche, che ci ha permesso di vincere la finale del 2012 (disputata il 10 febbraio 2013).
Allestire un banchetto barocco è tutto fuorché semplice.
Ciò che intendiamo noi oggi per “banchetto”, termine già di per sé obsoleto, non ha niente a che fare con quello che accadeva nelle corti tra il XVI e il XVII secolo.
Il signore del palazzo, o il principe, organizzava quella che possiamo definire una manifestazione ludica, una festa nella quale gli ospiti partecipavano ad un sontuoso banchetto, allietato da spettacoli, danze e musiche.
E’ proprio nel contesto della festa di corte, che il teatro del primo Rinascimento si sviluppa.
Questi eventi prendevano vita in occasione di celebrazione di matrimoni, nascite di potenti, passaggio di sovrani in città ecc… eventi che, di fatto, venivano costituiti per significare il potere del signore, per esibirlo a un’élite di convitati.
E’ chiaro quindi che diventa fondamentale l’elemento della spettacolarità, che vediamo negli allestimenti fastosi e soprattutto negli intermezzi teatrali.
I trionfi (opere effimere che identificavano delle vere e proprie sculture,con le quali si preannunciava il servizio) vengono ad essere la decorazione più raffinata e sfarzosa, soprattutto quelli realizzati in zucchero, la cui creazione al tempo era affidata alla figura del Credenziere.
Lo zucchero era un elemento essenziale della cucina rinascimentale, non solo come strumento di realizzazione scenografica, ma come ingrediente e decorazione delle pietanze: veniva elaborato dai mastri pasticceri e si ottenevano delle vere e proprie opere d’arte.
I trionfi venivano poi decorati con gelatine, frutta candita e confetti.
A ribadire il ruolo da protagonista di quest’ingrediente, cito Bartolomeo Stefani, cuoco bolognese attivo nelle più prestigiose corti italiane.
Nel suo libro di ricette descrive un trionfo di zucchero, servito in occasione del pranzo offerto nel 1655 da Carlo II di Gonzaga alla regina Cristina di Svezia: “Levati che furono li frutti e la prima tovaglia, fu posto nel mezzo della tavola un cipresso tutto fatto di zuccaro e da gli altri capi furono compartiti quattro vasi di zuccaro di quelli che sogliono compartirsi sopra li tavolini, con dentro mazzi di rose, fatte similmente di zuccaro e tutti profilati d’oro…”.
Nello specifico della ricostruzione storica rionale, il Croce Bianca si è distinto, nella finale del 2013, principalmente con la realizzazione del trionfo per eccellenza, una balconata ispirata a quella di Villa della Regina a Torino, dell’architetto Vitozzi.
Dunque, il lavoro dei rionale è sempre molto impegnativo anche da un punto di vista fisico e tecnico: creare e spostare un trionfo di cinque metri, non è sicuramente una passeggiata…
Non solo i trionfi, ma anche gli intermezzi di spettacolo, richiedono attenzione ai dettagli e scrupolosa attinenza storica. Il fine principale è suscitare meraviglia, stupore ed estasi negli astanti, in linea con quella che è l’essenza stessa del periodo barocco.
Perciò, che si liberi pure la fantasia: animali di rara bellezza, costumi variopinti, recite che spaziano dal pathos alla goliardia buffonesca, effetti di luce, giochi di prestigio e acrobazie circensi.
L’ospite si immerge in un mondo a sé, totalmente decontestualizzato dalla realtà contemporanea, dove anche solo per un istante, si sente davvero un nobile invitato in una fantomatica corte signorile.
Il banchetto barocco, frutto di sacrifici intellettuali e fisici di gruppi di esperti e soprattutto di non-esperti, di volontari che nella vita quotidiana svolgono tutt’altro mestiere, crea cultura, arte al pari di una lettura di poesie, di una mostra o di uno spettacolo teatrale.
Il gareggiare dei convivi riflette un mondo di possibilità per sviluppare nuove conoscenze, curiosità e capacità: le ultime gare del nostro rione hanno permesso a molti di noi di cimentarsi nella lavorazione dello zucchero, attività che ha entusiasmato soprattutto le ragazze, tra cui anche me; oppure, qualcuno si è dedicato alla scultura, alla pittura, alla sartoria, alla recitazione.
Aperto a ogni sorta di arte e abilità, il gareggiare diventa quindi una buona occasione per fare gruppo, gioendo insieme delle vittorie e prendendo le sconfitte come punto di partenza per nuovi stimoli e idee.


 

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Nel 2014, l’esito del Gareggiare ha attestato la contrada biancorossa al 3° posto, mancando di 1 solo punto la vittoria…