Priori di Croce Bianca

Parlare di Quintana per chi ha ricoperto il ruolo di Priore del proprio Rione molto spesso rassomiglia ad un racconto sviluppato con gli occhi gioiosi di un bambino emozionato, festante e tremante di voce.
L’amore per i colori biancorossi, la passione per la Giostra e la fede verso lo stemma rionale, sono i tratti distintivi di chi, negli ultimi tempi, ha avuto il vanto di altissimo onore nel poter rappresentare il popolo di Croce Bianca.
Tra il 1973 ed il 2014, in questi ultimi quarant’anni buoni di una storia tutta folignate, sono stati cinque i Priori ad avvicendarsi nel ruolo di guida per la contrada intera…


Roberto Bettoni 1973-1975
Nel triennio a cavallo tra il 1973 ed il 1975 fu Roberto Bettoni ad assurgere all’incarico verticistico del Rione di Via Butaroni.
Una storia di Quintana lunga la sua, iniziata dall’Edizione Olimpica della Giostra della Quintana svoltasi a Roma nel 1960, e vinta proprio dall’allora Fedele di Croce Bianca Marcello Formica in sella a Piccolo.
Dopo una trafila decennale all’interno della contrada, nel 1972 ricoprì il ruolo di Segretario dell’Ente Giostra, ritornando tuttavia presto alle sue origini con l’investitura di Priore l’anno seguente.
Durante il suo priorato vi fu l’inizio di quella che molti considerarono l’imbocco di una  nuova strada per il Rione Croce Bianca. Furono suoi i meriti di rinnovare completamente il parco costumi a disposizione dell’allora commissione artistica e sempre a Bettoni si deve la creazione della prima importantissima sede rionale (in un locale ricavato in Via dei Monasteri).
Lasciò spazio alla fine del 1975 al suo successore Caprai, ma non smise di frequentare l’ambiente quintanaro, trascorrendo molti anni all’interno della Giuria di Gara anche in qualità di Presidente della Commissione tecnica per il biennio 1998/99.

Arnaldo Caprai 1976-1977
Con il priorato di Caprai, breve ma intenso, la sterzata verso il nuovo ciclo di vita rionale iniziato pochi anni prima vide una forte impennata: si deve al suo operato, congiunto sin da subito con quello del Vice Priore Romagnoli, l’ultimazione dei lavori sartoriali che permisero al Rione di avere a disposizione costumi degni della manifestazione, nonché l’apertura, tanto agognata, della taverna (destinata fino ad allora a cantina) in Via Butaroni.
Per gli improcrastinabili impegni di lavoro che sopraggiunsero il suo priorato venne trasferito con un passaggio di consegne diretto a Romagnoli dopo circa un anno di mandato.

Luigi Romagnoli 1977-1981
La parentesi quinquennale di “Gigino” (così tuttora affettuosamente chiamato dai propri contradaioli) al vertice del Rione Croce Bianca fu estremamente significativa.
Oltre al compimento del processo di innovazione portato avanti assieme a Bettoni prima e Caprai poi, Romagnoli riuscì a spostare la sede rionale all’interno delle mura della taverna, a prodigarsi per la realizzazione dei lavori che resero poi accessibile il piano “nobile” del Palazzo e, cosa di non poco conto, a far tornare la contrada ai livelli a cui aveva abituato il pubblico folignate sin dai primi albori della Giostra.
Pur non essendo stato mai un Priore “vittorioso” al Campo de li Giochi, si deve a Romagnoli, coadiuvato all’epoca dal suo braccio destro Baldassarri e dal cavaliere di giostra Sergio Villa, l’acquisto di Bolero IV, figlio di Medar, anglo arabo sardo che dal primo galoppo sull’otto di gara ha dimostrato una manifesta superiorità destinata a lasciare un segno marcato nella storia della Quintana e nell’immaginario collettivo di tutto il popolo quintanaro.
In seguito al suo priorato, anch’egli proseguì il cammino istituzionale all’interno della magistratura dell’Ente Giostra.

Francesco Baldassarri 1981-2006
Dopo anni di ricostruzione rionale, tassello per tassello, e di alternanza nella carica di Priore, il popolo biancorosso raggiunse l’equilibrio vincente più importante della propria storia quintanara.
Il priorato di Francesco Baldassarri, durato ben 25 anni, è l’emblema del trapasso generazionale che la contrada biancorossa ha vissuto in tempi moderni.
Dalla lungimirante scelta condivisa col suo predecessore Romagnoli nell’individuare le potenzialità di Bolero IV (peraltro scartato da moltissimi altri rioni folignati) fino al viaggio in Sardegna, sotto la guida di Baldassarri si denota a chiare linee la risalita apicale del Rione nel percorso di rinnovamento iniziato quasi quindici anni prima da Bettoni.
Dal 1986 al 1996 furono, infatti, ben 8 le vittorie ottenute nella sfida al Dio Marte.
Le prime dominanti prove di forza di Bolero IV, il suo infortunio ed il dover ripiegare in extremis su Ettore de Perfugas (autore in binomio con Paolo Margasini della “doppietta” del 1988), e di nuovo il ritorno della “Ferrari a quattro zampe”, testimoniano il ritorno del Rione Croce Bianca ai fasti d’un tempo, a quel periodo in cui non ce n’era per nessuno in Campo e fuori.
Nonostante i tanti anni di digiuno dalla vittoria (ben 26) l’egemonia biancorossa della fine degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta ha ripristinato le distanze da sempre esistite fino a che, come in ogni ciclo, la strada del declino non si è ripresentata, andando a sfiorare “solamente” quota 13 anni.
In questo frangente, oltre alla progressiva disaffezione di alcuni contradaioli, molti dei quali abbandonarono la vita rionale attiva a causa del ricordo dei tempi passati e di un Bolero IV capace dell’impossibile, tra un momento buio e qualche modifica alla struttura della taverna (anche dettata dal sisma del 1997), Baldassarri decise di preparare il terreno per una successione al vertice imminente, ma non prima di aver ridestato il Rione del proprio orgoglio a cui lo aveva lui stesso abituato.
Con l’ingaggio dell’allora giovanissimo Massimo Gubbini e la scoperta di Scala Minore (purosangue inglese autrice di plurimi record di pista, e prima a sfondare il muro dei 55 secondi in gara), le potenzialità per il successo nella Giostra si erano finalmente concretizzate.
Da lì a poco, nonostante alcune frizioni interne allo staff tecnico, Baldassarri lasciò ad Andrea Ponti il difficile e quanto mai stimolante incarico di far resuscitare definitivamente il Rione a fronte del ruolo che le competeva.

Andrea Ponti 2006-Oggi
Che Andrea Ponti avesse fame di vittoria era sotto gli occhi di tutti coloro i quali, per ormai più di dieci anni, avevano desiderato congiuntamente di riveder trionfare di nuovo i colori biancorossi all’uscita dal Campo de li Giochi.
Che in soli otto anni di priorato fosse stato in grado di portare il Rione ai massimi vertici immaginati ed auspicati è stata la scommessa da vincere, soprattutto con se stesso.
2009, 2010, e la doppietta del 2012, in aggiunta ad una scuderia efficiente e dai meccanismi ben registrati, ad una sartoria rionale capace di produrre fogge di rilevantissimo pregio, ad una cucina nuova nella forma e vittoriosa nel “Gareggiare dei Convivi”, sono la ricetta di una guida forte, solida e rinnovata non solo anagraficamente.
Il gruppo allestito da Andrea Ponti è riuscito a porsi obiettivi e paletti di pari passo con le esigenze dettate dal tempo, talvolta in maniera fin troppo scientifica e certosina, ma con la lungimiranza di chi s’è fatto le ossa in fretta ed ha avuto il merito di riportare il Rione Croce Bianca nell’Olimpo folignate, laddove, da sempre, e la storia cittadina ne è testimone, pur essendo invidiati e spesso odiati, ci spetta di presenziare senza rivali.


 

Sono ben 11 complessivamente i Priori che si sono avvicendati dal 1946 ad oggi alla guida della nostra contrada.
Tra questi, in ordine cronologico, il Rione vanta anche un priorato femminile a cavallo della seconda metà degli anni 50′, mentre il priorato più longevo risponde al nome di Francesco Baldassarri, coi suoi 25 anni di mandato.

1946 – 1953 – Piero Dini
1954 – 1957 – Marina Gianformaggio
1958 – Tito Vezio Marziali
1959 – 1966 – Renzo Castellani
1967 – Massimo Natalini
1968 – 1972 – Leo Damiani

Priori1

1973 – 1975 – Roberto Bettoni
1976 – 1977 – Arnaldo Caprai
1977 – 1981 – Luigi (“Gigino”) Romagnoli
1981 – 2006 – Francesco Baldassarri
2007 – Oggi – Andrea Ponti

Priori2

In termini di vittorie, è indubbio che il più “titolato” tra i Priori di Croce Bianca sia proprio Francesco Baldassarri, tuttora Priore Onorario della contrada di Via Butaroni.
Egli, infatti, vanta ben otto vittorie all’attivo, seguito da Andrea Ponti con cinque allori e da Marina Gianformaggio, la quale mantiene un cento per cento di vittorie in altrettanti anni di priorato, grazie alle straordinarie gesta di Marcello Formica e del suo destriero Piccolo, capaci di vincere consecutivamente dal 1954 al 1957 e calando così il primo poker della storia quintanara.
Scandagliando la classifica troviamo, in ordine cronologico, Piero Dini con le prime tre vittorie, ed a chiudere Tito Vezio Marzioli e Renzo Castellani con un’alloro ciascuno…


Ciò che conta non è la voglia di vincere, quella ce l’hanno tutti.
Ciò che conta è la volontà di prepararsi a vincere.
Andrea Ponti