Il Corteo Storico

Comprimario per importanza alla Gara in campo, il Corteo è la presentazione al pubblico della globalità della manifestazione nel suo versante propriamente scenico-spettacolare, perché in esso confluiscono quella serie di elementi sostanziali che sono stati evidenziati e riassunti nelle pagine precedenti.
Sono visibili i Rioni, come spazio umano, i costumi, le bandiere, i cavalli, i Cavalieri, tutto ciò che rende “materico” e quasi tangibile il grande lavoro organizzativo.

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Prima di soffermarci sulle caratteristiche, ovvero sul significato, sulla composizione, e sui personaggi, è necessario premettere che esso non è e non si presenta come una replica di un corteo del 1613, sebbene gli abiti rimandino all’epopea del gusto barocco rinascimentale.
Mentre di una replica, sia pure rivisitata e largamente modificata si può parlare per la Giostra, lo stesso non può dirsi per il Corteo che ha vita nella manifestazione.
Esso trae la sua origine nel 1946; vi parteciparono circa novanta persone e si presentò al pubblico di allora come Corteo storico, ma si tratta di una nomenclatura e non di un riferimento di sostanza.
Un Regolamento approvato dal Comitato centrale disciplina la partecipazione dei Rioni alle manifestazioni in costume e detta norme di comportamento per i figuranti; stabilisce di volta in volta la quantità dei partecipanti, cui i Rione debbono attenersi, in un ambito di tollerabilità prestabilita.
Il significato che assume il Corteo, dopo più di sessant’anni di apparizione al pubblico, è quello rilevato precedentemente: una complessa Rappresentanza di una particolare realtà rievocativa, con apparati che diano l’emozione del passato, nella generale scenografia offerta dai costumi, dagli addobbi, e dalle luminarie.
Un ruolo pregnante è occupato dalla Gara, e questo non solo per la partecipazione dei Cavalieri o per la lettura del Bando, ma anche perché l’ordine di apparizione è conformato alla classifica della Giostra precedente.
Così Rionali, contradaioli, fedeli ammiratori hanno modo di pensare che l’ordine di Corteo, il giorno dopo, potrebbe essere diverso, a testimoniare la Vittoria ottenuta.

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A norma di Regolamento, la rappresentanza rionale che sfila nel Corteo deve essere articolata nella tripartizione ormai consueta. Apre il Gruppo detto Politico, ovvero il priore con il Consiglio e il suo seguito di valletti. Segue il Gruppo detto Nobiliare, nel quale figurano gentiluomini, le Dame e la Dama di Giostra, con il seguito di paggi e valletti. Il Gruppo equestre è determinato dalla presenza del Cavaliere di giostra con il suo padrino, il portalancia, il portanome ed altri cavalieri di scorta. Ogni rione esibisce una compagine di tamburini, di trombettieri. L’Alfiere rionale, in genere, apre tutto il gruppo, che a sua volta può essere preceduto anche dal porta-targhe, dove sono raffigurati gli stemmi di ciascun Rione.

I Rioni sono tenuti a fornire alla Commissione artistica il proprio ordine di sfilata, al quale debbono attenersi e debbono per tempo comunicare le eventuali varianti, pena l’applicazione di sanzioni, sanzioni che sono previste anche per altre inadempienze.
Prima del cerimoniale che include la lettura del Bando e la benedizione dei Cavalieri sul sagrato della Chiesa con annesso il saluto dell’Autorità religiosa, il Corteo, governato dai Cerimonieri del Comitato Centrale con la collaborazione di quelli rionali percorre le strade cittadine, secondo un itinerario ben preciso, lungo il quale sono disseminati archi trionfali e luminarie particolari.


 

Sono circa un migliaio le persone che in costume danno vita a questo momento così spettacolare e così ricco di suoni e di colori.
Di particolare rilevanza è la presenza obbligatoria nel Corteo del Comitato Centrale, che è anche detto undicesimo Rione, non competitivo.
Per essere più precisi, la definizione Comitato Centrale riguarda il Corpo di Magistrature al completo di tutti i membri di diritto e designati.
Ma i Priori rionali sfilano con il proprio Rione, quindi, nell’ambito del Corteo, appare in pubblico il Direttivo dell’Ente, formato da Presidente, vice-Presidente ed i dieci magistrati del Consiglio, e gli altri appartenenti ad esso, secondo quanto stabilisce la normativa.
In questo Gruppo sono presenti il Gonfalone della città e dell’Ente ed una Rappresentanza delle Pubbliche Istituzione, cioè il Sindaco ed alcuni assessori.
Anche il Comitato Centrale è accompagnato dalla compagine di tamburini, di trombettieri e di altro personale nobiliare e subalterno.


 


L’entrata al Campo de li giochi è ricca di suoni e di colori.

I personaggi prendono posto nella tribuna, i popolani rionali nel loro posto, la Giuria di Gara con tutti i Commissari al loro.
Nell’apposito luogo, i cavalli di Giostra con i Cavalieri attendono il via del Maestro di Campo per entrare e porgere il rituale saluto al pubblico e quando è giunto il momento, inizia la competizione.